STORIA DELLA RAZZA

L’American Staffordshire Terrier ha origini che risalgono all’Inghilterra del XIX secolo. In quel periodo esisteva il Bulldog, un cane molto diverso dal Bulldog dei nostri giorni, più agile e meno iper-tipico, un ottimo e forte cane da presa, usato nelle arene per combattere contro i tori, e il Terrier, più piccolo e nevrile del Bulldog, utilizzato per la caccia. 

Dall’unione di queste due tipologie nacque il Bull and Terrier, considerato, insieme all’English White Terrier (oggi estinto), l’antenato diretto di diverse razze moderne tra cui il Bull Terrier, lo Staffordshire Bull Terrier e l’American Staffordshire Terrier. In origine questi cani erano conosciuti con vari nomi come Bull-and-Terrier Dog, Half and Half, Pit Dog o Pit Bullterrier. Più tardi ha assunto in Inghilterra il nome di Staffordshire Bull Terrier.

Verso la fine dell’Ottocento molti di questi cani furono portati negli Stati Uniti, dove iniziarono a diffondersi con il nome di Pit Bull Terrier, American Bull Terrier o Yankee Terrier. Nel tempo la selezione americana portò allo sviluppo di soggetti sempre più uniformi.

Giunsero in America anche altre varietà di cani impiegati nei modi più diversi e tra questi annoveriamo anche i famosi Blue Paul Terrier, d’indole feroce e battagliera, il cui nome era associato al famigerato pirata PauI Jones che vi ricorreva nelle sue scorrerie. Oggi i Blue Paul Terrier sono completamente estinti ma in molti American Staffordshire Terrier permane ancora il mantello di colore grigio-blu che caratterizzava i famigerati “cani pirata”.

Nel 1898 venne fondato lo United Kennel Club (UKC) con l’obiettivo di registrare e selezionare gli American Pit Bull Terrier. In seguito, una parte degli allevatori iniziò a orientare la selezione verso soggetti adatti alle esposizioni e alla compagnia.

Nel 1936 l’American Kennel Club (AKC) riconobbe ufficialmente la razza con il nome di Staffordshire Terrier, utilizzando come modello per lo standard il cane Colby’s Primo (Colby’s Brandy x Colby’s Mable) di proprietà di John P. Colby. Successivamente, per evitare confusione con lo Staffordshire Bull Terrier inglese, nel 1972 il nome della razza venne definitivamente cambiato in American Staffordshire Terrier.

Lo standard prevedeva differenze di peso ma sempre in proporzione all’altezza. I principali requisiti di questo cane dovevano essere la forza, notevole per la sua taglia, vigore, equilibrio, una testa che esprimesse potenza, un corpo muscoloso e un coraggio proverbiale.

Il 16 volte campione Tudor’s Black Jack è considerato il cane fondatore e appare nei pedigree dei più famosi campioni della razza come Ch. Tuffie of Detroit, Ch. The Ruffian, Ch. Ruffian Out Teenie, Ch. Headlight Hal, Ch. Ruffian Walkaway, Ch. Blueguard.

Altri famosi American Pit Bull Terrier che compaiono in molti pedigree di American Staffordshire Terrier sono Colby’s Pisncher, Colby’s Tige, Galvin’s Pup, Jack White’s Teddy, Armitage’s Kager, The Gas House Dog, Clark’s Jiggs, Corrington’s Dixie Lil, Tudor’s King e il campione Tudor’s Black Demon antenato del campione Ruffian Black Beauty of Harwyn.

 

Standard dell’American Staffordshire Terrier

Impressione generale : L’American Staffordshire Terrier deve dare l’impressione di grande forza per la sua taglia, un cane costruito bene, muscoloso ma agile e aggraziato, molto attento a ciò che lo circonda. Deve essere tarchiato, non a gamba lunga con la figura da corridore. Il suo coraggio è proverbiale

Testa : Lunghezza media, buona profondità, cranio largo, massetteri ben pronunciati, stop evidente e orecchie attaccate alte. Orecchie – tagliate o integre, preferite queste ultime. Le orecchie integre devono essere corte e portate a mezza rosa o a rosa. Portate lunghe abbassate devono essere penalizzate. Occhi – Scuri e rotondi, posizionati in basso nel cranio e ben distanziati, le rime palpebrali non devono essere rosa. Muso – Lunghezza media, arrotondato nella parte superiore per poi scendere bruscamente sotto gli occhi. Mandibole ben definite. La mascella deve essere forte e presupporre morso potente. Labbra chiuse e ben aderenti. I denti superiori devono essere esterni ma a contatto di quelli inferiori. Il naso definitamente nero.

Collo: Potente, leggermente arcuato, assottigliandosi dalle spalle alla parte superiore del cranio. Nessuna passita della pelle. Lunghezza media.

Spalle: Forti e muscolose con scapole larghe e inclinate

Schiena: Abbastanza corta, leggermente in discesa dal garrese alla groppa con una leggera corta discesa ulteriore dalla groppa alla base della coda. Lombi leggermente risalenti.

Corpo: Costole ben cerchiate, profonde nella parte posteriore. Tutte le costole sono ravvicinate. Le zampe anteriori sono posizionate ben separate per permettere lo sviluppo del petto. Petto largo e profondo.

Coda: corta in confronto alla taglia, attaccata bassa, si assottiglia fino ad una punta fine, non curva né portata sulla schiena. non deve essere mozzata.

Arti: le zampe anteriori devono essere dritte, larghe e con ossa rotonde, metacarpi dritti. Nessuna curvatura nella parte anteriore. Quarti posteriori ben muscolosi, abbassati all’altezza dei garretti, non rivolti verso l’esterno né verso l’interno. Piedi di dimensione moderate, ben arcuati e compatti. L’andatura deve essere elastica ma senza rollio o ambio.

Mantello: Corto, fitto, duro al tatto e lucente

Colore: Qualsiasi colore, monocolore o pezzato è consentito ma non sono da incoraggiare il bianco in più dell’80% del corpo, il nero focato e il fegato.

Taglia: Altezza e peso devono essere in proporzione. Da preferire sono i maschi di un’altezza di circa 46-49 cm e le femmine di circa 43-46 cm

Difetti: I difetti da penalizzare sono il naso depigmentato, occhi chiari o rosa, coda troppo lunga o portata male, prognatismo o enognatismo. 

Caratteristiche e attitudini

L’Amstaff secondo standard è un cane coraggioso e sempre attento a tutto ciò che gli accade intorno,pronto a reagire con rapidità ed intelligenza, senza mai sfociare nell’aggressività. Non è un cane solitario, ama la compagnia dell’uomo. In famiglia deve mostrarsi affettuoso e amichevole verso tutti i componenti, specie verso i bambini, suoi compagni di gioco. E’ un cane ubbidiente, vitale e giocherellone, sa essere un compagno fedele e affettuoso per il suo padrone. Mostrerà tuttavia una moderata aggressività verso i suoi consimili e verso gli estranei, motivo per cui l’Amstaff è un ottimo cane da guardia e per la difesa personale e un ottimo cane da compagnia.

Per ulteriori approfondimenti su standard e caratteristiche potete consultare qui un articolo dettagliato a cura dello Staffordshire Club of America

Consigli

Alla luce di quanto detto a proposito del carattere dell’Amstaff e delle sue caratteristiche comportamentali è importante durante i primi mesi di vita del cucciolo farlo socializzare con le persone e gli altri cani. Un buon padrone lo educherà con dolcezza e fermezza ed imporrà il suo ruolo di capobranco con coerenza e determinazione con il risultato di ottenere un cane ubbidiente e felice di compiacerlo in qualsiasi momento. Per le sue caratteristiche atletiche necessita di poter svolgere un’adeguata attività fisica necessaria al suo equilibrio fisico e comportamentale.

 

La linea Ruffian

Tra le linee di sangue più influenti nella storia dell’American Staffordshire Terrier, la linea Ruffian occupa un ruolo fondamentale.

I fondatori della linea di sangue Ruffian furono Clayton Harriman di Detroit, Michigan (Ruffian Kennel) e William Whitaker di Columbus, Ohio (Jollyscamp Kennel). Fondamentale fu anche il lavoro di Ed Martin e Floyd Klump.

Il campione The Ruffian nacque infatti il 28 Settembre1938, allevato da F.C. Klump di Plymouth, figlio di Klump’s Deuce e Klump’s Dina e vinse la STCA National Speciality nel 1940. Era un soggetto di circa 27 kg e fu il capostipite della linea.

Harriman lavorò con grande attenzione alla selezione dei soggetti, cercando di mantenere un tipo uniforme e riconoscibile. Nel tempo la linea Ruffian divenne famosa per cani dotati di grande qualità morfologica, temperamento stabile e ottime prestazioni nelle esposizioni.

Tra i soggetti più importanti di questa linea si ricordano cani come CH. Ruffian Our Teenie e CH. Ruffian Dreadnaught e CH. Ruffian Walkaway, antenati di CH. Gallant Ruff,  che hanno contribuito in modo significativo alla diffusione del tipo moderno di American Staffordshire Terrier.

Nel corso degli anni la linea Ruffian diede vita ad allevamenti importanti come Har-Wyn, Gallant e Crusader, dando origine a numerosi campioni e influenzando profondamente lo sviluppo della razza negli Stati Uniti.

Nel 1947 Peggy Harper (con affisso Harwyn) acquistò da Clayton Harriman CH. Ruffian Headlight Hal e CH. Ruffian Dreadnaught che divenne la sua fattrice fondatrice e CH. Jollyscamp Blueguard  da Mr. Whitaker.

Peggy Harper, con il benestare di Whitaker, aggiunse un po’ di sangue Tacoma e X-Pert, continuando comunque a lavorare all’interno della linea, producendo un campione dopo l’altro, che si distinguevano nel ring ma anche come riproduttori. Un esempio sono CH. Ruffian Harper of HarWyn, CH. Ruffian Hercules of HarWyn, CH. Ruffian High Ace of HarWyn e CH. Ruffian Red Rock of HarWyn.

Gli allevatori che utilizzarono cani di Harriman e di Whitaker per dar vita alle loro linee sono in realtà diversi. Tra di loro possiamo citare Howard Hadley del Mounthaven Kennel, Ed Ringold del Gallant’s Kennel, Charlie Lloyd del Crusader Kennel e negli anni ’60-’70 Richard Dick Pascoe ( White Rock Kennel), William F. Peterson (Willynwood Kennel), Walter Patton Jr., Hendrix Harper (Tonkawa Kennel), Gigi e Jerry Rooney (Rowdytown Kennel) e Richard Gray (Rounder’s Kennel). Anche se non tutti mantennero pura la linea Ruffian, a loro si deve gran parte dei riproduttori discendenti Ruffian presenti nei pedigree dei nostri giorni.

Ancora oggi molti pedigree di American Staffordshire Terrier contengono sangue Ruffian, segno della grande importanza storica di questa linea nella selezione della razza.

I cani blu nella storia della razza

Il colore blu (blue) è da sempre oggetto di grande interesse tra gli appassionati di American Staffordshire Terrier e American Pit Bull Terrier. Nonostante oggi venga spesso associato principalmente all’aspetto estetico, il colore blu è presente nel patrimonio genetico della razza da molto tempo.

Uno dei possibili antenati collegati alla diffusione di questo colore è il Blue Paul Terrier, una varietà oggi estinta originaria della Scozia. Questi cani erano conosciuti per il loro mantello blu-grigio e per la grande forza fisica. Secondo alcune tradizioni, il nome deriverebbe dal pirata John Paul Jones, che avrebbe importato questi cani nel suo paese natale nel XVIII secolo.

I Blue Paul Terrier erano cani robusti, a pelo corto, con testa larga e mascelle potenti. Con il tempo furono incrociati con i Bull and Terrier dell’epoca e alcuni dei loro tratti genetici continuarono a essere presenti nei Pit Bull Terrier e, successivamente, negli American Staffordshire Terrier.

Documenti storici citano la presenza di soggetti con naso blu o nero/blu già negli anni ’30, dimostrando come questo colore facesse parte del patrimonio genetico della razza ben prima della selezione moderna. Oggi il blu rimane uno dei colori più riconoscibili e apprezzati, anche se nella selezione responsabile l’attenzione principale deve sempre essere rivolta a salute, temperamento e struttura, piuttosto che al solo colore del mantello.

Dick Pascoe e il White Rock Kennel

Dick Pascoe, fondatore del White Rock Kennel, è stato uno degli allevatori più influenti nel mondo dell’American Staffordshire Terrier, in particolare per quanto riguarda il lavoro e l’obbedienza.

La sua passione per questi cani nasce da una tradizione familiare: già agli inizi del Novecento i suoi parenti allevavano Pit Bull Terrier negli Stati Uniti. Negli anni ’60 Pascoe iniziò ad avvicinarsi al mondo degli Staffordshire Terrier con l’obiettivo di allevare cani capaci non solo di ottenere risultati nelle esposizioni, ma anche di eccellere nelle discipline di lavoro.

Uno degli aspetti che caratterizzò il suo programma di allevamento fu l’attenzione al temperamento e all’intelligenza del cane. Pascoe fu tra i primi allevatori a utilizzare test caratteriali sui cuccioli, convinto che la stabilità mentale e la capacità di apprendimento fossero qualità fondamentali per la razza.

Nel corso degli anni il White Rock Kennel ha prodotto numerosi campioni e cani titolati in obbedienza, dimostrando come l’American Staffordshire Terrier possa essere non solo un eccellente cane da show, ma anche un cane altamente addestrabile e versatile.

Leggi qui l’intervista a Dick Pascoe del White Rock Kennel a cura dello S.T.C.A.

Richard Gray e l’evoluzione dell’Amstaff moderno

Richard Gray è stato uno degli allevatori e studiosi più attivi nello studio e nella diffusione dell’American Staffordshire Terrier negli Stati Uniti.

Il suo ingresso nel mondo della razza risale alla metà degli anni ’60, quando visitò l’allevamento Har-Wyn di Peggy Harper. L’incontro con quei cani segnò profondamente la sua visione della razza: animali potenti e atletici, ma allo stesso tempo socievoli e desiderosi di interagire con l’uomo.

Nel corso degli anni Gray si dedicò allo studio delle linee di sangue e all’analisi dei pedigree, cercando di comprendere come la selezione avesse influenzato l’evoluzione dell’Amstaff moderno. Secondo la sua esperienza, uno degli elementi fondamentali nella selezione della razza è il mantenimento di un equilibrio tra struttura fisica, movimento e temperamento.

Gray sottolineava inoltre l’importanza della sportività e dell’atletismo del cane, sostenendo che l’American Staffordshire Terrier dovesse rimanere un cane funzionale, capace di muoversi con armonia e resistenza, evitando eccessi morfologici che potessero compromettere le sue capacità naturali.

Il suo contributo ha aiutato molti allevatori e appassionati a comprendere meglio la storia e l’evoluzione della razza.

Leggi qui l’intervista a Richard Gray del rounders kennel a cura dello S.T.C.I.