Intervista a William Bill Peterson del Willynwood Kennel a cura di Nancy Rogell per l’American Staffordshire Terrier Annual del 13/03/1987
Come sei giunto ad interessarti di cani?
Ho sempre avuto cani, fin da quando ero bambino, e ne sono sempre stato appassionato. Cresce da una fase ad un’altra. Fin da quando avevo l’età per essere senziente, ho saputo che avrei avuto dei cani. La mia prima razza è stata il Dobermann. Dopo aver finalmente iniziato l’allevamento e le esposizioni il mio miglior Dobermann è venuto a mancare ed è stato uno shock. Non l’ho sostituita, ho atteso fin quando non ho metabolizzato la perdita. Avevo visto alcuni Pit Bulls e mi erano piaciuti quindi ne presi uno. Decisi che era una razza con cui potevo lavorare se fossi riuscito a dare il mio contributo, così restai su quella razza. Naturalmente mi piacevano altrimenti non l’avrei fatto. Mi sembrava che ci fosse più lavoro da fare su quella razza rispetto al Dobermann a quel tempo. Non me ne sono mai pentito anche se, rimanendo sui Dobermann avrei avuto meno da fare. Iniziando con i Pit Bulls realizzai che se volevo partecipare alle esposizioni AKC sarei dovuto passare agli Staf, quindi lo feci relativamente in fretta. Ho avuto un solo Pit Bull, che era un cane da compagnia e quindi gli trovai una buona famiglia.
Hai avuto altre razze insieme agli Am Staf?
Ho avuto interesse in altre razze ma non ne ho mai allevate o portate in show. Non avevo abbastanza interesse per votarmi completamente a più di una razza alla volta. Non riesci a fare un buon lavoro se diversifichi troppo. Ho avuto anche un sacco di altre cose da fare oltre ai cani negli anni.
Ho sentito di quel commento riguardo al non essere in grado di fare un lavoro adeguato con diverse razze…
Può darsi che alcune persone ci riescano ma io non pensavo di riuscirci. Ognuno dovrebbe conoscere i propri limiti. Personalmente non ho mento fatto tutto quel che avrei dovuto fare con una sola razza. Dovevo guadagnarmi da vivere.
Qual è il nome del suo allevamento ?
Era una combinazione delle prime sillabe del mio nome e del secondo nome di mia moglie. L’ultima sillaba è venuta da sé . Se dovessi rifarlo ora probabilmente sceglierei qualcosa di diverso ma ormai siamo legati a quel nome. Non sai mai quando fai qualcosa come la sentirai in seguito.
Da quanto tempo alleva?
Da circa 28 anni ma è difficile ricordare esattamente quando è avvenuto il mio primo coinvolgimento, sembra veramente molto tempo fa. In un altro senso sembra quasi che il tempo sia volato. C’è una cosa che riguarda questa razza, quando le persone si fanno coinvolgere non ne vengono più fuori. Molte persone sono giunte alla stessa conclusione, è uno dei detti della razza. E’ una bella razza, unica. Posso fare qualsiasi cosa faccia un altro cane e anche di più. Dopo che ne hai avuto uno non riesci più ad avere altre razze senza avere almeno un Am Staf.
Alleva ancora?
Sì ho circa 12 fattrici, 3 giovani maschi (devo vedere se riuscirò ad esporne uno) e una giovane femmina. Probabilmente ho più cani di quelli che dovrei avere ma ho sempre detto così.
Da dove sono arrivati i suoi primi esemplari?
I miei primi esemplari AKC sono arrivati dagli ultimi di Ike Stinson, Crusader Kennels.
Diresti che lui ha influenzato il tuo programma di allevamento?
Lui ha avuto un influenza ma ho deciso di testa mia il tipo di cane che volevo allevare. Quando ancora avevo il Pit Bull UKC, Ike aveva il tipo di cani che volevo, quindi ho comprato da lui. Avevo molto rispetto per lui mentre si sviluppava la mia relazione con la razza, con lui e con le altre persone che ho conosciuto. Di sicuro non eravamo d’accordo su tutto, poche persone lo sono ma ho ancora molto rispetto per lui.
Ci sono altri allevatori che hanno avuto un’influenza sulla direzione che hai preso?
Naturalmente. Sarebbe stato difficile se non fosse stato così. Tutte le persone dello Staffordshire Club of America hanno avuto un’influenza e alcune ancora ne hanno.
Quanti campioni hai prodotto?
Non li ho mai contati. Ho avuto molti cani che avrebbero potuto esserlo ma non li ho esposti. I titoli di campionato non sono il vero modo di misurare l’impatto o il valore del tuo lavoro. Ovviamente è un fattore ma non è così importante per me
Tieni ancora degli stalloni?
Una volta sì ma ora no. Il mio stallone più importante è morto quando aveva 6 o 7 anni, è stato circa 4 o 5 anni fa. Ne ho avuto molti che ho allevato e venduto. Non mi disturba portare le mie femmine da un maschio per la monta, né le spese né lo sforzo necessari per farlo. Molte persone tengono uno stallone e lo accoppiano solo perché è lì. Bisogna fare attenzione e non cadere in quella routine.
La fattrice è la colonna portante della razza?
Sono importanti tanto quanto la scelta dello stallone. Lo stallone ha un impatto sulla razza perché può coprire centinaia di fattrici. La fattrice può avere un numero di cuccioli limitato anche se viene coperta ogni calore.